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Novità 2019: accordo territoriale per affitti concordati a Roma.

Entra in vigore a Roma il nuovo accordo per il calcolo del canone concordato

Piano piano, dopo l’entrata in vigore del Decreto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti del 16 gennaio 2017, articolo 1, comma2, anche le associazioni di categoria della Capitale si sono riunite per sottoscrivere un nuovo accordo territoriale che recepisce le novità introdotte dal decreto sopracitato. Novità che riguardano soprattutto la necessità che il calcolo del canone concordato venga certificato da una delle associazioni di categoria firmatarie dell’accordo. Calcolo da fare sempre sulla base di parametri oggettivi individuati dall’accordo, con un’individuazione di fascia di oscillazione minima e massima a seconda della zona geografica di appartenenza in cui è stato suddiviso il comune di Roma.

Sono passati già più di vent’anni dall’introduzione dei contratti a canone concordato, eppure il loro successo è solo più recente. Forse a trascinarli è servita l’introduzione della cedolare secca e nello specifico la riduzione al 10% proprio sui redditi derivanti dall’affitto di immobili abitativi a canone concordato. decretando, di fatto, una convenienza particolarmente appetibili per i proprietari. Altro fattore di successo è stato, indubbiamente, quello del riavvicinamento dei valori individuati dagli accordi territoriali, ai valori di mercato. Ovvero, nell’oscillazione tra crescita e discesa dei valori dei canoni, ora maggiormente in linea con le condizioni economiche generali, grazie alle revisioni che molti accordi territoriali hanno subito negli anni, oggi affittare un immobile con canone concordato garantisce un’entrata mensile non tanto lontana da quella di un contratto a canone libero e di contro offre un buon risparmio fiscale, o un maggiore guadagno, a seconda di come la si vuole leggere.
Pertanto oggi molti proprietari valutano con interesse la stipula di un contratto a canone concordato e da ultime novità questo ora sarà possibile solo il calcolo del canone concordato viene certificato da una delle associazioni di categoria firmatarie dell’accordo.
Un modo per evitare canoni fittizi e per poter tenere monitorata la situazione in generale dei contratti a canone concordato. questa novità, però, non entra automaticamente in vigore, ma deve essere recepita dai vari accordi territoriali e necessita della stipula di un nuovo accordo.
Ecco allora che in molti comuni si sono già attivati.. altri devono ancora provvedere al rinnovo e la nostra capitale, Roma, vi ha provveduto da qualche giorno, andando a ritoccare i valori, perfezionando l’individuazione delle zone in cui è suddivisa la città e soprattutto rendendo obbligatoria l’attestazione della validità del calcolo del canone da parte di una delle associazioni di categoria firmataria dell’accordo, introducendo per questo l’Allegato 3/A (attestazione unilaterale) e l’Allegato 3/b (attestazione bilaterale).

La prima domanda che un proprietario romano continuerà a farsi, novità a parte, è :

Come si calcola il canone per il mio appartamento?

Primo requisito: Calcolo superficie convenzionale

Portiamo l’esempio di un appartamento di 75 mq con garage di  18 mq, terrazza di 20 mq e verde condominiale di 40 mq.

Nell’accordo si specifica che occorre prendere in considerazione l’intera superficie calpestabile, quindi i 75 mq dell’appartamento in esempio + il 50% della superficie del garage, quindi 9 mq + il 25% della terrazza, ovvero altri 5 mq + 10% del verde condominiale, quindi 4 mq.
Calcolo: 75 + 9+ 5 +4= 93 mq.

Secondo requisito: la microzona di appartenenza

Ad una zona di sicuro prestigio ovviamente, corrispondono i canoni più alti, viceversa per zone periferiche o popolari i canoni saranno notevolmente più bassi.

Terzo requisito: elementi oggettivi che definiscono la fascia di appartenenza

Il nuovo accordo di Roma riporta nell’Allegato 2 A un elenco di caratteristiche che l’immobile possiede o meno; a seconda di quanti dei 20 parametri individuati possiede l’appartamento, si rientrerà nella fascia A, B o C, dove A indica la fascia minima e C quella massima.

I 20 parametri sono:
• Posto auto;
• Cortile d’uso comune, area verde o impianto sportivo;
• Cantina;
• Terrazzo o balcone;
• Area verde di pertinenza o giardino;
• Aria condizionata;
• Stabile con impianto ascensore;
• Bagno con finestra o doppi servizi;
• Porta blindata;
• Doppi vetri;
• Stabile con sevizio di portierato;
• Stabile o unità immobiliare ultimati o completamente ristrutturati negli ultimi 10 anni;
• Sistema di sicurezza o sistema di allarme;
• Cucina abitabile con finestra;
• Videocitofono o videosorveglianza;
• Antenna centralizzata o impianto satellitare;
• Riscaldamento autonomo;
• Palazzina non superiore a 4 piani;
• Strutture di superamento di barriere architettoniche;
• Terrazzo o locale condominiale ad uso comune.

Quarto requisito: eventuali riduzioni o maggiorazioni.

L’accordo specifica che il valore del canone può essere aumentato:
• Del 15% nel caso di un immobile completamente arredato;
• Del 10% se si trova in un piano attico;
• Del 5% se l’immobile è in una classe energetica D, E o F;
• Del 10% per immobile con classificazione energetica A, B o C;
• Del 5% o del 10% in presenza rispettivamente di Eco Bonus o interventi Sisma bonus;
• Del 7, dell’8 o del 9% per durata del contratto superiore alla minima, ovvero di 4, 5 o 6 anni + 2 invece della durata basica di 3 anni +2.
• Del 10% in caso di contratto transitorio

Il valore dovrà essere diminuito:
• Del 10% per alloggi situati nel seminterrato o per quelli oltre il terzo piano in mancanza di ascensore.

Quinto requisito: i valori di riferimento minimo e massimo

Ora che conosciamo mq, zona di appartenenza, subfascia di valore ed eventuali maggiorazioni, possiamo calcolare quali sono i valori minimi e massimi che possiamo considerare.

Con il nuovo accordo, obbligo di attestazione delle associazioni per la riduzione della cedolare secca nei canoni concordati.

Per ottenere la riduzione del 10% sulla cedolare secca in caso di stipula di contratto a canone concordato, anche su Roma  è divenuto obbligatorio per i contraenti acquisire l’attestazione delle associazioni di categoria, anche per poter dimostrare all’Agenzia delle Entrate, in caso di verifica fiscale, la correttezza delle deduzioni utilizzate.

Noi della Solo Affitti abbiamo stipulato accordi con le associazioni per effettuare tale operazione nella massima sicurezza

Non esitate a contattarci per avere maggiori informazioni e/o per una corretta quotazione del vostro immobile.

Tel. 06.76962201 – 06.43597522

 

 

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